Non so se per vocazione ecumenica post-conciliare, per recondita fascinazione di una qualche corrente democristiana o per inclinazione repressa al superamento della dicotomia destra-sinistra, ma a me da bambino piaceva assai quando arrivavano le feste di Natale.
E la Fininvest ci faceva gli auguri.
Succedeva questo: a un certo punto di dicembre, in prima serata, in un trionfale sgocciolio di musichette allusive, partiva uno spot. E appariva uno tipo Corrado e diceva: "Auguri!". E poi Sandra e Raimondo dicevano: "Auguri!". E Marco Columbro, e Lorella Cuccarini, e Paolo Bonolis e il pupazzo Five dicevano: "Auguri!". E il maestro Martelli suonava sotto l'albero.
La Rai, troppo istituzionale, non l'avrebbe mai fatto.
Ma quello era il momento. Il momento in cui cominciava il Natale. Quando mi faceva gli auguri Mike Bongiorno.
Ripeto, non so perché sia presente in me questa cosa qua. Ma - vi garantisco, e avrei più vantaggi sociali a negarlo che ad affermarlo - è perdurata. E una parte di me, in fondo, forse nella fossetta di Lombroso, conserva ancora una certa inspiegabile felicità quando vede i personaggi famosi tutti assieme in tv. Se Celentano telefona a Renzo Arbore e parlano foggiano. E io, senza alcun controllo su di me, sorrido. Quando c'era la Notte dei Telegatti, a maggio. O quando, a settembre, Max Pezzali salutava Zucchero che salutava Vasco a Vota la Voce.
Ora, per tutti quelli che hanno questo disturbo della personalità, indimenticabile resta il Sanremo del 1993. Quello di Laura Pausini che vince le Nuove proposte, delle "mani cucciole" e di "Mistero". Presentato da Pippo Baudo, va in onda il martedì, il giovedì, il venerdì e il sabato. Non il mercoledì. Perché il mercoledì c'è l'Italia di Sacchi impegnata ad Oporto per le qualificazioni a Usa '94. Ma siccome quello è il Portogallo, per via di quella faccenda dei meridiani, il fischio d'inizio è alle 21:30. E allora cosa ti inventa mamma Rai per coprire quell'oretta? Un prepartita dall'Ariston, con tutti i cantanti e i giornalisti seduti sul palco e un maxischermo, come ad alludere che stessero anche loro per vedere la partita con noi. E allora Pippo domanda a Bartoletti come la vede, ed Enrico Ruggeri dice la sua su Fuser, e poi la voce di Pizzul. Che esordisce con un: "Hic sunt leones". E la Parietti dal palco che, pronta, ribatte: "Hai già imparato il portoghese!".
Emozioni che restano scolpite come un geroglifico corsivo. Roberto, Casiraghi e Dino sbrigano la pratica: 1-3. E linea a Sanremo. Dove tutti esultano.
Mentre io scioccamente sorrido.
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